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Archive for febbraio 2007

Ci siamo quasi, la consegna della tesi è vicina…ho giusto il tempo di finire la parte che riguarda Parma (ho fatto 5 città su 10 ma vabè..), scrivere le conclusioni e fare correggere. Alla fine è venuta più lunga di quanto mi aspettassi, sono già 60 pagine (ma scritte fitte, mica come certa gente che ladra e scrive col carattere gigante ce c’è sui libri tipo "Spotti va in campagna") e ce ne mancano…

Ma adesso basta parlare di tesi!!!

Ultimamente sono diventata monotematica e mi dispiace. Cioè, non è colpa mia, capiterebbe a chiunque si trovasse a pensare alla stessa cosa dal mattino alla sera. Ad esempio, un operaio della Barilla, secondo voi, quando esce alla sera con gli amici…parla solo di pangoccioli?

Urge dimostrare che so parlare di altre cose:

ad esempio….SANREMO!Ma sì, parliamo di quello, ne parlano tutti…non che l’abbia visto, eh? Però ho letto che Chiambretti ha detto a Baudo "Pippo coi soldi che prendete tu e la Hunziker con ‘sto Festival, lei può fare una banca svizzera..e tu diventi direttamente il Banco di Sicilia!"

Battuta di per sè debole se a Blob stasera non avessero fatto vedere uno squallidissimo pezzo del Dopofestival in cui Baudo (sgranocchiando un panino) si mette a fare la predica: "Eh…perchè noi non dobbiamo dimenticare che fuori dal Festival c’è chi soffre e chi non ha da mangiare…".

Ma sentilo, il Banco di Sicilia! Chiambretti doveva andarci più pesante.

Poi cosa potrei dire…beh, ho visto un pezzo del duetto di Dj Francesco e quella mummia canterina di suo papà…ma non commento perchè potrebbe leggere un minore.

Ah, ho anche visto un pezzo di Cornacchione. Ma è stato deludente. Tanto. Io rivoglio Guzzanti (Corrado) in tv, la sua è l’unica satira politica intelligente che apprezzo.

Vi consiglio di guadare il filmato di lui a "Parla con me" che fa Tremonti…è impagabile. Lo trovate qui http://www.media.rai.it/mpelenco/0,,Superstoria%5E10439,00.html .Rido ancora al pensiero…Ridateci Guzzanti!!!!

 

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Ieri mi è arivata una mail da Francesco Camattini, bravo e simpatico cantautore parmigiano, che conteneva questo articolo sula mia città…(le immagini le ho inserite io, fonte: www.parmaitaly.com, i commenti fatti dalla sottoscritta sono in rosso.)
Il post è lungo…ma per chi abita qui è FONDAMENTALE leggerlo. Credetemi.
di Gigi Riva, tratto da “L’espresso” n° 7 anno 2007
 
Metropolitana alla parmigiana
Una metro da 320 milioni per 170 mila abitanti. E poi: ponti, tunnel, antichi monumenti trasformati in albergo. Così sindaco e costruttori cambiano il volto alla città
 
di Gigi Riva
 
Una strada stretta e, sui lati, le aie e le cascine della pianura padana. Poi si svolta una curva e ci si ritrova a San Francisco. Per superare il torrente Parma, quasi sempre in secca, largo come un torrente appunto, un ponte che scimmiotta il Golden Gate, decine e decine di tiranti metallici per un monumento esagerato.
Lo hanno chiamato ponte De Gasperi ed è l’emblema visivo del fervore gigantista di un’amministrazione e di un sindaco, Elvio Ubaldi, giunto alla fine del secondo mandato, che ha cercato con fin troppo zelo di rispettare lo slogan che era anche la sua primitiva promessa elettorale: <<La città cantiere>>. Talvolta riuscendovi, talvolta, per fortuna no (lo vedremo), perché bloccato da tribunali vari che hanno fermato colate di cemento smodate quando non addirittura sacrileghe, visto che avrebbero snaturato persino edifici del Duecento.
Ponti e strade e case e piazze e tunnel che dovrebbero cambiare (in alcuni casi già l’hanno fatto) i connotati della Parma tramandata dalle generazioni, nel nome di un malinteso concetto di normalità. E chi si oppone è un sorpassato, peggio, un “terrorista” o addirittura un “repubblichino”, per usare epiteti risuonati nella sala del consiglio comunale in capo a furibonde contrapposizioni generate, è giusto sottolinearlo, da una sparuta minoranza. Perché Ubaldi ha regnato come un monarca sulla città col consenso del centrodestra che lo sostiene ma almeno con l’appeasement pure di una parte del centrosinistra. Proprio in dirittura d’arrivo (qui si va alle urne in primavera), nei giorni scorsi ha coronato un sogno lungamente inseguito facendo votare una fidejussione da 97 milioni di euro che è la quota spettante al Comune per finanziare due linee di metropolitana (318 milioni messi per ora in conto). Undici chilometri con scavi anche a quota meno 22 metri per essere sicuri di non incappare in reperti archeologici che potrebbero produrre stop fastidiosi (sigh!!!e io che ci speravo tanto…). E nessuna sorpresa sulla scelta visto che i buchi piacciono tanto a uno dei parmigiani illustri, l’ex ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi. Fu proprio nel corso di uno degli ultimi giorni del governo Berlusconi (29 marzo 2006) che il Cipe decise lo stanziamento di 172 milioni di euro per l’opera. Da città del parmigiano a città gruviera? Calma, perché nonostante i passi significativi, ci sarà pure qualcuno che vorrà chiarire anomalie e coincidenze sospette.
L’onorevole Grazia Francescato, capogruppo dei Verdi nella commissione Lavori pubblici, già annuncia un’interrogazione al governo. Vuole sapere, ad esempio, di Ettore Incalza e di Andrea Ghillani. Chi sono costoro? Il primo era direttore generale del ministero delle Infrastrutture, guarda caso, nove giorni prima del fatidico 29 marzo è stato nominato dal sindaco consigliere di amministrazione di Metro Parma (aahh….hai capito?!), unitamente a Maurizio Ghillani, altro buon amico di Lunardi e che in passato aveva firmato con il ministro di Forza Italia almeno un progetto in comune. Incalza si trovò così a rappresentare al tavolo del Cipe il governo quando già stava in Metro Parma. Elargitore e beneficiario nello stesso tempo, alla faccia di pudore e incompatibilità. Non è tutto. Metro Parma, nella sua nuova configurazione di vertice, ha deciso di assegnare la supervisione del progetto definitivo, alla società Metropolitana milanese, che era giunta terza al concorso del 2005. per la cronaca si ricorda che MM, al cui timone è stato fino al giugno scorso Giulio Burchi, in passato ha dato vari incarichi a società che fanno capo alla famiglia di Lunardi come Rocksoil e Stone. L’attuale ministro Antonio Di Pietro forse vorrà vederci chiaro. Il governo risponderà. Alcune associazioni locali per la salvaguardia del territorio presenteranno dei ricorsi. E se ne parlerà nelle sedi appropriate. Intanto a Parma se ne parla per ogni dove e più che le tecnicalità o le procedure s’invoca il buonsenso. Questo è un posto dove ancora si attraversa il centro a piedi, da porta a porta, in non più di quindici minuti. Dove gli unici parcheggi esauriti sono le rastrelliere delle biciclette, usate anche nei giorni più freddi di questo inverno primaverile. Dove i parcheggi costruiti a ridosso del nucleo storico hanno perennemente accesa la luce verde di “libero”. E dove in definitiva anche chi utilizza i mezzi pubblici di superficie impiega, tempi di percorrenza per tragitto medio alla mano, cinque minuti in più di quanto previsto con l’underground. Per questo la metropolitana in diversi la vivono ancora come una barzelletta: <<La metropolitana? A Parma? Ma dai…>>. Ci sarà poco da ridere quando si apriranno i cantieri. Sei anni di lavori, 20 stazioni e i debiti che graveranno sui figli fino al 2036 (oltre al capitale da rimborsare, altri 59 milioni di interessi).
E sempre ammesso che dai figli non si passi ai nipoti perché i calcoli di spesa, se comparati con altre opere simili in altri luoghi, appaiono ottimistici ed è un eufemismo. Il costo al chilometro è stimato in 29 milioni di euro, quando a Brescia è di 57, quasi il doppio, a Bologna di 50 e, per andare all’estero, a Rennes di 53. calcoli fatti dall’Associazione Parmaincomune che invoca, sinora inascoltata, un referendum. Si stesse pure virtuosamente nel budget, comunque bisognerebbe incanalare, sulle scale mobili verso il sottosuolo alcuni milioni di passeggeri l’anno (le stime variano dagli 11 ai 20) in una città di 177.068 abitanti (tutta la provincia ne fa 420.056), quando stime ritenute ragionevoli in Europa fissano a un milione il bacino d’utenza minimo perché una comunità ammortizzi i costi di linee sotterranee. Ed è previsto dal piano finanziario che tutte le risorse rastrellabili da parcheggi, zone blu eccetera, vadano a cercare di limitare il “grande buco”.(…se aumentano ancora le righe blu ci scappa il morto…)
Gigantismo, insomma. Gli immigrati spingono leggermente in su il numero degli abitanti (1.300 in più in un anno) e l’incremento viene salutato come la prova delle magnifiche sorti e progressive della città. Ubaldi ha sempre smentito di avere in testa un capoluogo con 400 mila abitanti, più del doppio dell’attuale, però le opere su tali numeri e oltre vengono tarate. Poi, in un impeto ducale, pensa che Parma debba essere il polo d’attrazione per 5 milioni di persone quante se ne ricavano prendendo il suo ombelico come punto di riferimento e girando un compasso largo cento chilometri. Effetti devastanti di un’ambizione smodata e senza obiezioni se gli unici che hanno osato disturbare il manovratore in questi anni sono un piccolo giornale (“Polis quotidiano”, nulla a che vedere con la rete Grauso) e un altrettanto piccolo settimanale (“La voce di Parma”). Così se un giornalista affermato come Maurizio Chierici, parmigiano, si permette di obiettare circa la congruità di una costruzione lunga centinaia di metri e ribattezzata “Punta Perotti” emiliana (avrebbe dovuto ospitare gli studenti, non ce n’è traccia ed è comunque un’eredità del centrosinistra) (io lo chiamo "il biscione"…è quella cosa nera inquietante che si vede dal satellite…guardate il link…), si prende dal sindaco, via tv locale, del << personaggio che dimostra di essere squallido>>. Tanto da produrre l’effetto comico che nei giornali va sotto la dizione “uomo che morde il cane”. Nel nostro caso, il giornalista che querela il politico.
La tv in questione si chiama “Teleducato”, è di proprietà del costruttore Paolo Pizzarotti, il quale ha voce in capitolo anche sulla storica “Gazzetta di Parma” e su Tv Parma, che sono proprietà dell’associazione industriali. Quasi un monopolio, Pizzarotti ha sostituito l’inguaiato Calisto Tanzi (Parmalat) sulla vetta dei potenti locali. La sua azienda divide gli appalti più succosi con la Bonatti, di cui Calisto era socio. Sindaco e costruttori, il potere sta lì. Col sindaco che si barcamena nella rivalità tra Pizzarotti e Lunardi, un tempo amici e ora avversari per quegli umori spesso mutevoli della provincia. Per Elvio Ubaldi non è mai stato un problema fare l’equilibrista. Sessantenne, già nell’entourage dei Tanzi e della sinistra Dc, fu vicesindaco col centrosinistra e poi sindaco con la lista Civiltà parmigiana appoggiata dal centrodestra. Ha resistito a rovesci che avrebbero abbattuto gente meno solida. Nella sentenza del 1993 che ha mandato assolti per prescrizione gli imputati di una storia di tangenti per la “viabilità sud” si leggono le seguenti dichiarazioni dell’allora assessore all’urbanistica per il Psi Alfredo Stocchi: <<Normalmente per tutti gli appalti le decisioni venivano prese collegialmente dal Begani, dal Grossi (all’epoca sindaco) e dal vicesindaco Ubaldi. I tre si accordavano su tutto e poi il Begani dava il via agli appalti. Anche in questo caso i tre si erano visti, come mi disse il Grossi, ed avevano deciso di dare il via a una commissione a maggioranza tecnica per far tacere le polemiche sorte nel consiglio comunale. Mi fu riferito che si era deciso di far vincere l’appalto alla cordata capitanata da Pizzarotti…>>. Ubaldi in quel processo non era imputato. Più recentemente, inchiesta Parmalat, negli interrogatori del segretario di Tanzi e suo omonimo, Piergiovanni Tanzi: <<Ho consegnato personalmente a Ubaldi, in più circostanze, dal 1999 al 2002, circa 20 mila euro, di cui 10 mila euro nel 2002>>. Anche qui nessuna conseguenza.
Uffa, che fastidio i moralismi quando c’è da fare grande Parma, riportarla ai fasti di Maria Luigia. E che noia quei vincoli, lacci e laccioli che impediscono di fare un bel lifting e passare alla storia come l’uomo che ribaltò il Ducato. Un costoso sovrappasso ciclabile sulla via Emilia qui (ci transitano quattro biciclette al giorno)
, una faraonica fontana che però ogni tanto si deve spegnere là (l’acqua portata dal vento ghiaccia sulla sede stradale).
(per questa non ho trovato foto…ma è quella che odio di più…)
Un progetto pluribocciato per un “ ponte abitato” con palazzi di sei piani su, controversi tunnel sotto i viali giù, come giù, sottoterra, dovrebbero finire le bancarelle del mercato della Ghiaia.
Infine l’idea che scatena l’indignazione. Esiste in centro un edificio storico, le cui parti più antiche risalgono al Duecento definito Ospedale Vecchio, corrispettivo, fatti salvi i paragoni, del Colosseo per Roma. Ospita, tra l’altro, l’archivio storico. E’ in discreto stato, avrebbe bisogno di un restauro conservativo. Restauro, non ristrutturazione. La giunta Ubaldi decide di avviare un project financing (capofila la Pizzarotti). In seguito al quale larga fetta del complesso (20 mila metri quadri) sarebbe poi gestito per trent’anni da privati con possibilità di farci albergo, residence e negozi (ma bene…così farà pendant con l’edificio di fronte: una chiesa sconsacrat dove hanno aperto un negozio di melting pot e, ovviamente, GURU, l’"orgoglio" della moda parmigiana). L’avvocato Arrigo Allegri, Presidente dell’associazione Monumenta, ricorre alla legge e riesce a far bloccare lo scempio. Il combattivo consigliere indipendente di Rifondazione comunista Marco Ablondi scrive al ministro Francesco Rutelli per chiedergli di intervenire. Da Parigi si fa sentire persino il grande medievalista Jacques Le Goff che implora di non impacchettare negli scatoloni l’archivio storico, che questo sarebbe il suo destino. Ma anche Le Goff si becca da Ubaldi una metaforica alzata di spalle e una pesante allusione sull’età avanzata. Per i padroni di Parma andrebbe “ristrutturato” pure lui.(ah…però quando c’era da organizzare la mostra "Il Medioevo di Le Goff"…e c’era da fare i parmigiani acculturati x attirare gente a mangiare prosciutti…il nonnetto francese faceva comodo…vero?) Se il parlamento non approverà di corsa una legge che permette il terzo mandato, Ubaldi fra poco ha finito. Ma non si rassegna. Lo si vede a Milano coi Volenterosi, fa occhi dolci alla Margherita, incita a superare i partiti e a sostituirli con le <<persone>>. Lavora perché dopo di lui non ci sia il diluvio ma qualcuno che continui per lui, fa niente se arriva dall’opposizione. C’è rimasto qualcosa da scavare, a Parma?(forse la fossa per qualcuno…) 
 
Manca un pensierino alle nostre amate rotonde…fai un giro in città e ti sembra di stare sull’ottovolante…guarda qui!
…insomma…qualcosa mi dice che fuori Parma ci prendono un po’ tutti per i fondelli…
Mi sbaglierò??

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sadismo

Anche ieri sera non sono riuscita a dormire…ma sono indecisa se dare più la colpa al thè verde o al fatto di aver visto Vespa con una cravatta rosa confetto parlare della sua vita sessuale alle 11,30. Toglierebbe il sonno anche al povero Ciccio, l’aiutante di nonna papera. Dovrebbero inventare un bollino apposta per Vespa da mettere quando trasmettono Porta a Porta….quello rosso no, ormai non ci fa più caso nessuno! Ci vorrebbe una bella apetta ronzante attorno al logo della Rai….oppure puntellare lo schermo di finti nei e porri pelosi. No, questa no, poi si mimetizza troppo…

Ok, basta, povero Vespa, detto "chi striscia non inciampa" dal mitico Grillo…non si può nemmeno dire che sia colpa sua.

Infondo è  facile prendersela con quelli come Vespa….

…il problema è che è anche divertente…eheh

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Ah, il luogo comune….

La mia frequentazione del blog si fa sempre meno assidua. E’ un buon segno: significa che ho di meglio da fare. Però, non vorrei abbandonare questo luogo tutto mio, in cui quello che scrivo non ha un senso al di là del semplice passatempo. E poi tante persone che conosco adesso hanno intenzione di aprirne uno…se funzionasse potremmo sentirci molto di più di quanto succederebbe normalmente; non che il contatto telematico sia un granché…ma sempre meglio che niente.

Per quanto riguarda me tutto procede, anche se un po’ a rilento.

Ieri sera ho rivisto un film, "Redemption", con il gruppo, poi abbiamo cenato tutti insieme (Cri cuoca provetta), fatto qualche chiacchiera e a casa. Non nego di essere felicissima dei "miei" ragazzi…qualsiasi cosa dicano o combinino non si può fare a meno di sorridergli, alla fine. Però, spesso mi capita di non sentirmi adeguata, o all’altezza come "educatrice" (mi sta malissimo questa definizione).
Non ho idea di cosa abbiano bisogno dei 14enni oggi…e poi…non tutti hanno bisogno delle stesse cose. Dico questo perchè poco tempo fa il mio personale grillo parlante (lo Zizzi) mi ha fatto un discorso sulla maternità che mi ha colpita, molto. Lui, forse solo per provocare, mi ha detto che era convinto che io ritenessi (con una certa sicurezza) di poter essere una buona mamma…anzi, addirittura era convinto che io volessi già un figlio!

Ovviamente io, con il mio senso dell’umorismo da vespa incazzosa, me la sono presa. Però per me è strano…come si può affermarein scioltezza: "sono una buona educatrice"? "sarò/sono una buona madre, o un buon padre"? Mi sono fatta l’idea che non ci si possa arrivare mai. Come neppure si può arrivare a credere che una storia d’amore, per quanto bellae perfetta, andrà sicuramente, per forza, a buon fine..
Eppure la gente si sposa…eppure la gente fa figli.
Sono gli altri a fare le cose con leggerezza o io a dare troppo peso a tutto?

Forse, se aspettiamo sempre di essere certi di una cosa prima di farla, finisce che, persi nell’immobilismo, ci perdiamo anche le cose belle.

Ora basta perchè sembra di stare alla fiera del luogo comune. Vado a bere un caffè.

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