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Archive for giugno 2007

Medusa cha cha cha….

Ecco come è nata, raccontato dall’autore, la canzone che mi frulla in testa da tutto il giorno (dedicarle un post era il minimo che potessi fare…).

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Domani verrò giudicata da un uomo che in passato mi ha trattato come una pezza da piedi.

Domani il mio lavoro, portato a termine con cura e minuziosa precisione, verrà valutato, molto probabilmente, con sufficienza e superficialità.

Domani gli sforzi di due mesi dovranno essere condensati nei cinque secondi che avrò a disposizione per catturare la sua attenzione con qualcosa di estremamente interessante e intelligente, ma che, mi raccomando, non duri più dei cinque secondi stabiliti.

Domani un voto che peserà come un macigno sulle valutazioni successive verrà assegnato in base all’umore e allo stato di salute (e forse anche in base all’influsso di Urano) dell’uomo in questione.

Sempre augurandoci che tutto questo succeda domani e non slitti a chissà quando..

…la vita è ingiusta, quella universitaria di più.

 

[Se mi dice qualcosa di sgarbato gli canto:
"Ma che ne sai…ma che ne sai…ma che ne sai se non hai fatto il piano bar…"
]

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Vignali, candidato per il centrodestra (sostenuto dal sindaco uscente Ubaldi), ha vinto le elezioni a Parma.

La prima cosa che mi viene da dire è che, essendo parmense e non parmigiana, sono sollevata dal fatto di non essere stata chiamata a votare…

La seconda cosa mi è stata segnalata da Marco e, dopo aver letto di cosa si tratta, vi consiglio di dare un’occhiata a questo articolo de "L’ Espresso".

Quando leggo queste cose, così come è capitato con il post sulla metro a parma, mi rendo conto della spaventosa ingenuità con cui affronto le cose del mondo.

Mi consola, però, il pensiero che, se avessi dovuto votare, certo non avrei dato il mio voto a Bernini.

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Non posso fare a meno di annotare un pensiero…non mio, tranquilli…

Si tratta di una riflessione che ho letto in un libro (appena iniziato): La palude del diavolo di George Sand.

Ah, per la cronaca…Lei è George Sand:

(sto immaginando i commenti)
In ogni caso, la foto e il fatto che scriva sotto pseudonimo dovrebbe già farvi capire che il libro non è proprio recentissimo…l’ha scritto nel 1846.

Beh taglio corto e vi riporto cosa scrive a proposito di un artista del Cinquecento (Holbein) che aveva inciso questo:

(per chi non l’avesse capito da sè, quella figura strana, pelle e ossa, che frusta i cavalli è la Morte)

"E’ questa la satira dolorosa, il vero ritratto della società che Holbein aveva sotto gli occhi. Delitto e disgrazia, ecco ciò che lo colpiva; ma noi, artisti di un altro secolo, che cosa dipingeremo? Cercheremo nel pensiero della morte la ricompensa dell’umanità presente? L’invocheremo come castigo dell’ingiustizia e il risarcimento della sofferenza?
No, noi non abbiamo più a che fare con la morte, ma con la vita."

E noi nel 2007?
Cosa ci interessa? L’arte cosa rappresenta di noi? O forse uno specchio più veritieo potrebbe essere la televisione, i giornali…
Abbiamo "a che fare" più con la morte o con la vita?

Voi cosa dipingereste?

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Ritorno alle origini

Devo assolutamente intervenire per eliminare la parvenza di serietà che, ultimamente, sembra aver raggiunto questo blog….che, lo dico per chi non lo sapesse già (come se non fosse chiaro dal titolo) non ha alcuna pretesa di serietà..nè di sensatezza…

Perciò domanda stupida per riportare le conversazioni ai livelli consueti (vedi sopra):
entro venerdì devo decidere:
tagliare i capelli o non tagliarli? that is the question

Che poi in realtà la domanda è un’altra:
Nel caso finisca col ridurmi a "racchia senza speranza con capelli corti" (evetualità mooolto probabile)…
Potrei sopravvivere ai commenti dello Zizzi? O meglio non correre il rischio?

Però capelli corti…mmmh….

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