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Archive for settembre 2007

la sottile arte del gufare

Giusto MInerva, dove sono finita?

Il mio blog è invernale..come il mio abbonamento dell’autobus. D’estate, è evidente, non produco.

Ma direi che da oggi, dopo una giornata grigia e un timidissimo raffreddore che fa capolino, posso dire che siamo ufficialmente entrati nella stagione fredda. Dunque mi piacerebbe riprendere a scrivere…però…

Però, per qualche miracolosa e strana circostanza questa settimana, in cui più o meno tutto il mondo è rientrato nell’incasellatura abituale e ha ripreso con buon ritmo le solite occupazioni, ecco, io invece, inaspettatamente, ero libera.
Nessuna lezione da seguire o esame da dare, niente (o quasi niente) impegni parrocchiali o teatrali. Solo vita domestica e qualche faccenda in sospeso da sbrigare.
Ma, anche se ho cercato di non darmi del tutto alla nullafacenza, devo ammettere (con un certo orgoglio) che…concretamente…ho concluso pochissimo.

Come si fa fatica a stare fuori dall’incasellatura! Quando si segue uno schema chiaro in cui tutti gli impegni si susseguono perfettamente, senza lasciare molto spazio al tempo libero, si ha l’impressione di andare chiaramente "avanti". Poi non sempre si ha chiara la destinazione…ma certamente si ha l’impressione di muoverci.
Come è strano il modo in cui si pensa durante l’anno…orari, scadenze, impegni…tempi. La schifezza di questo modo di affrontare la vita è che porta inevitabilmente ad ingigantire i problemi personali…o, per quelli più bravi e dall’animo più nobile, a pensare anche ai problemi degli altri…ma solo dopo aver risolto in maniera pressochè definitiva i propri.
Paradossalmete una casalinga può avere una percezione della vita, nel complesso, più completa e più vera di quella di uno studente. Assurdo?

Confrontiamo la mia settimana speciale, che volge al termine, con una tipica della stagione invernale.

Normalmente mi sveglierei la mattina presto, e senza avere un’idea precisa di chi sono e cosa ho voglia di fare mi scaraventerei giù dal letto, in bagno, in cucina, per strada e poi in autobus. Le lezioni, lo studio e le conversazioni sui libri da studiare, sul tale professore, sull’esame da preparare, sullo studente strano…ecc…occuperebbero il resto della mattinata e metà del pomeriggio, compresa la pausa pranzo. Tra l’altro anche le materie cui dedico ore non sempre riescono ad avere qualche appiglio al mondo contemporaneo…insomma: certe volte sembra di muoversi e pensare in un’altra dimensione. 
Poi ancora autobus,bagno,lezioni o impegni col teatro o volontariato o riunioni di vario genere…occuperebbero il resto della giornata, che nella migliore delle ipotesi si concluderebbe con un bel film ("per rilassarsi e non pensare").

Invece oggi mi sono alzata e mi sono chiesta cosa avevo voglia di fare. E poi l’ho fatto. Quanti si possono permettere un lusso del genere? Ogni giorno, mentre preparavo da mangiare ho visto il telegiornale…e ho ridimensionato le mie pare sulla tesi e altri mille pseudoproblemi. Di solito non riesco a tenermi informata su tutto durante l’anno…invece mia nonna sì. Forse lei non sa quali fenomeni consonantici fantastici cela la meravigliosa lingua italiana…ma, ehy…chi non la invidia per questo?
La cosa più importante è che ho pensato parecchio. Tranquilli, nessuna svolta, nessuna verità da rivelare…solo ho pensato ai miei amici, a chi non vedo più tanto, a quello che ho imparato a fare e, soprattutto, che vorrei fare da grande, alle persone cui vorrei essere più vicina ma, porca miseria, non so proprio come.

Allora, qual è la settimana più inutile?

Insomma concludendo grossolanamente: la pensione è l’età dell’oro. Sempre che ci si arrivi…(tanto per gufare)

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