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Archive for gennaio 2009

Le seduzioni del bene

Un caro amico, lo stesso da cui oggi ho ricevuto uno dei complimenti più belli e inaspettati della mia vita, mi direbbe anche (se glielo chiedessi) che se sono "buona" è perchè una serie di fatti, influenze e coincidenze hanno fatto sì che il mio sentirmi una dei "buoni" fosse inevitabile e predeterminato.
Buona.
Mah.

Drogata di bene. Più adatto. Ho sperimentato sulla mia pelle che in certe persone (con felici eccezioni) alcuni aspetti del carattere e del comportamento sentiti e definiti dalla massa come "buoni"…alla lunga vengono a noia.
Per contro tutto ciò che ha vagamente l’aria di essere sbagliato e "male" sembra esercitare un’attrazione irresistibile. Un’attrazione cavalcata da pubblicità, sponsor, gruppi musicali, sceneggiatori, autori, giornalisti….insomma una seduzione decisamente proficua per coloro che sanno sfruttare gli impulsi primari dei post-primati.

Io tendo un po’ (un po’ molto) invece a razionalizzare. Già nel dire "Bene/Male" vi è una categorica razionalizzazione..un po’ spiccia, forse, ma si sa che non è di mezze misure che campano le opinioni forti.
E la mia è un’opinione forte. Anche se non sembra.
Siamo qui, su questo pianeta malandato e ci si deve stare, che piaccia o no, sgomitando magari o rannicchiandosi un pochino, per respirare. E se non sei uno che si abbandona al flusso della folla sperando di non essere calpestato, può esserti capitato di chiederti come e dove vorresti stare per la maggior parte del tempo possibile se davvero avessi la possibilità di scegliere (che non tutti hanno).

E’ qui che io mi sono scoperta sedotta da un’idea di Bene che non penso tutti conoscano…questo semplicemente perchè è talmente attraente che trovo impossibile che possa venire a noia. Un desiderio di godere libermente delle cose belle, non vergognandosi delle pecche, non pensando troppo alle conseguenze dell’essere pienamente te stesso. Non lasciandoti bloccare o intimidire dal fatto di scoprirti troppo debole o fragile per difendere la tua idea di Giustizia o di affetto. Traendo gioia e forza e pace dal fatto di essere come la persona che vorresti trovarti accanto.

La domanda è semplice: buttato nel mondo, ti piacerebbe se la persona che ti trovassi accanto fossi tu?
Tu inteso tu: tutto il pacchetto, estetica, profondità, onestà, capacità, piacevolezza…

Stasera qualcuno mi ha fatto capire di essere felice che fossi capitata io nei dintorni. E nei giorni scorsi ho avuto più o meno un’impressione simile da altri/e. Mi ritengo superba e fortunata. <senza patetismi.
E mano a mano che questa cosa mi succedeva durate gli ultimi 24 anni ho deciso che mi piaceva, che non mi andava proprio di farne a meno. Che infondo quello che perdevo in "rumore", popolarità e visibilità lo guadagnavo nella riconciliazione con i miei desideri e istinti più veri. La differenza sta tutta nella polemica antica sulle risorse: tutti ne abbiamo bisogno, occorre decidere se spartire le esistenti o produrne di nuove. Alcuni consumano altri producono. E quasi mai i fessi sono i secondi. Solo che produrre può deludere a momenti e in più costa. E a noi "ci piace campare a macca". Coi sentimenti e le risorse umane è la stessa cosa.

Poi certo non è che sia la via facile. E io sono lontana dall’esserci riuscita in pieno. Però sono sedotta.

Ora uno che ha studiato, o magari anche un buzzurro qualunque potrebbe provare a contestare: "Ma mica tutti sono buoni sotto sotto….come fai a dire che la natura profonda dell’uomo è buona?" [ok, la seconda parte della domada forse non era proprio da buzzurro…]
Lo so perchè noi homo sapiens-sapiens siamo programmati per il Bene. Anche quello che si atteggia a bastardo dell’anno c’è a qualsiasi ora per l’unico amico. Siamo preimpostati al bene per (soprav)vivere: perchè se ti dò un pugno piangi…e se ti faccio un regalo sorridi, se ti aiuto ti senti meglio e se mi aiuti tu ti senti felice. Molto più felice di come ti sentiresti se non lo facessi….e decisamente meglio di come ti sentiresti se peggiorassi la mia situazione.
Non è sempre possibile essere il Bene per gli altri, ma è sicuramente possibile limitare i danni. Non c’è godimento vero nel ferire se non nell’illusione egoistica di spartire con altri la sofferenza ricevuta in precedenza. Di questo sono piuttosto convinta, anche se un conto è la teoria…
"Ma se un bambino vede un giocattolo più bello in mano di un altro bambino lo vuole per sè!", obbietterebbe il povero buzzurro. E ancora: "e anche se tutti e due avessero lo stesso bel giocattolo probabilmente li vorrebbe entrambi per sè il primo bambino! [P.S. il primo bambino è lo stesso che concorrerà a bastardo dell’anno raggiunta la maggiore età]". Non lo nego. Il buzzurro ha ragione: è istinto naturale il possedere sempre di più e sempre di meglio. Ma è altrettanto vero che il possedere non regala sempre benessere, non a tutti i costi, almeno. E’ come l’istinto del mangiare….fa bene ma non è più felice degli altri chi si ingozza fino a scoppiare. Mentre una cosa che mi sembra assicurare infelicità è il vedere il secondo bambino che si mette a piangere. Noi ci specchiamo negli altri, non vorremmo essere il secondo bambino e versare lacrime inutili per l’ingordigia assurda di qualcun altro. E’ quindi la logica a  imporre di scegliere il Bene. E l’idea di riuscire nell’intento per me ha fascino. Vi ho sedotti?

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L’amicizia,
questo inflazionato, altalenante regalo a rendere che ci capita talvolta tra le mani anche se non sappiamo sempre bene come utilizzarlo….questo è quello che salverà il mondo. Altro che "bellezza" Fedor…

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