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Archive for maggio 2009

[il signor Malthus] doveva avere oltre 40 anni, anche se ne dimostrava 10 di più e Florizel pensò che non aveva mai visto un essere più ripugnante né più devastato dalle malattie e da eccitazioni malsane. Ridotto pelle e ossa, era inchiodato dalla paralisi in una parte del corpo e portava lenti così spesse che i suoi occhi apparivano mostruosamente espansi e deformati. Se si escludono il Principe e il Presidente, era l’unica persona in sala che conservasse l’atteggiamento della vita di ogni giorno. […]

"Dite già di essere all’oscuro e avete ragione" rispose il signor Malthus con maggiore enfasi. "Ma non dimenticate, signore, che questo è il tempio dell’ebbrezza. Se la mia salute malferma potesse permettermi di affrontare questa eccitazione sarei senza dubbio presente molto più spess. E’ il mio spiccato senso del dovere, coltivato in tanti anni di vita regolata e di infermità, a trattenermi da eccessi in questa che , posso dirlo, è la mia ultima follia.
Mio caro signore", proseguì posando la mano sul braccio di Geraldine, "le ho provate tutte e vi posso assicurare, sul mio onore, che si è sempre esagerato, e si è detto il falso. La gente scherza con l’amore, ma a mio avviso l’amore non è affatto una grande passione.La vera autentica passione è la paura: è con essa che dovete trattare, se volete assaporare i più intensi piaceri della vita. Invidiatemi…invidiatemi…signore" aggiunse con una risatina chioccia "io sono un vigliacco!".

Fu a stento che Geraldine riuscì a reprimere un moto di disgusto per quell’ignobile sciagurato e trattenendosi con sforzo proseguì la sua indagine.
[da "Il club dei suicidi" di R.L.Stevenson]

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Mi sto esaurendo.
I picchi di energia si alternano a "momenti di puro sfinimento" (altro che il godimento del Magnum…).
Credo che sia la sensazione di avere le spalle scoperte a cui non mi so abituare.
Intanto che approfitto della pausa-post, per riprendermi, vi tartasso un po’ con la mia filosofia spiccia, sfruttando le riflessioni degli altri (che le mie devo riservarle ai forni da pane romani).
Vi invito a leggere un bel post di Minerva (lei pensa sia una cosa solo sua…in realtà il concetto secondo me è estendibile alla maggior parte delle persone, me compresa).
Quando si rallenta il ritmo ci si sente un po’ come un fotogramma isolato di un film, e urge il bisogno di fare scorrere veloce la pellicola per riconoscersi.
A me capita un sacco di volte di sentirmi bloccata quando non riesco a vedere la fine di un processo in corso..cioè se non so bene dove sto andando a parare brancolo, tentenno, incespico, capitombolo e altre cose (basta che si esprimano con verbi obsoleti come questi…).
Mi domando se lo schiacciare forte il piede sull’accelleratore sia una cosa da assecondare. Ora come ora mi sembra di no. E, sempre per ora, resto a crogiolarmi nell’attesa insopportabile di capire che ne sarà di me, e delle cose/persone a cui tengo e delle cose che mi trovo a dover fare. Accentando il fatto che non lo so…e non ho proprio modo di saperlo.
Questo post è privo di senso.

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arruolarsi..

I ruoli.
Nella vita ce ne sono un sacco che prima o poi si rovesciano.
E il più delle volte è una cosa divertente, segna una maturazione avvenuta, o solo uno scherzo della successione degli eventi per cui chi prima era A si ritrova di punto in bianco ad essere B e non è che ci sia molto da farci…
L’amico che faceva il bullo alle medie magari ti incontra per strada e per qualche ragione si rende conto che, ora, l’aver fatto il bullo lo rende patetico…
Oppure la prof che prova un certo imbarazzo nel salutarti perchè non è più così chiaro quel rapporto che c’era tra voi e il nuovo ruolo di ex insegnante la imbarazza…
La cosa più bella è coi genitori. Un giorno ti chiedono il parere di qualcosa ed è fatta. Non sei più solo il figlio adolescente e loro i genitori che devono insegnare…sei in quel magma indefinito in cui ci si tira vicendevolmente la palla del ruolo più responsabile, concedendosi reciprocamente qualche errore ogni tanto…
E poi l’amica, che ieri cercavi per essere consolata e che oggi ti chiede di tirarla su.
E invece quella che ieri eravate <amicheperlapellefinchèmortenoncisepari> e che oggi è qualcosina di più di una vaga conoscente.
O il cuginetto piccolo piccolo che era più che altro una seccatura e che cresciuto si rivela una goduria alle cene dei parenti.
Sono ruoli anche quelli che ricoprono le cose che amiamo…la chitarra che prima era irrinunciabile e che ora polverosa, così come il piano ti rompeva da morire e invece ora moriresti per saperlo suonare meglio…o la maglietta che pensavi ti stesse da dio (ma eri proprio sicura!) e che col senno di poi diventi rossa a pensare di avere indossato. Il libro o il film che visti all’età giusta sembravano magici e che ora ti annoiano come le puntate di Chi l’ha visto. Quel locale tanto osannato finchè non ci si poteva andare e poi snobbato la sera stessa che si è deciso di varcarne la soglia.
I ruoli dei bisogni che si hanno cambiano. Controllo, autocontrollo, serenità, fedeltà, divertimento, cambiamenti, stabilità, realizzazione personale, amicizia, amore, lavoro, studio, dare, ricevere…tutti tasselli di uno strano tetris che non ci si stanca mai di combinare a seconda delle circostanze. Mmmm come adoro il tetris…
E poi l’uomo e la donna, chi si presuppone faccia cosa? Chi corteggia chi? Divertente che siano le donne solitamente a ricoprire l’ingrato ruolo di rompiballedella coppia…mentre in realtà ad essere preso in considerazione non dovrebbe essere il grado di "rompiballitudine" quanto quello di pazienza…allora è vero anche che gli uomini non sono meno rompiballe delle donne…sono solo meno pazienti. E poi ancora: chi sa meglio cosa vuole? si dice che un uomo vero sa sempre cosa vuole… Caspita ultimamente sono proprio un vero maschione…ah ah!! E la donna? è davvero lei a desiderare il romanticismo? O piuttosto è l’uomo che alla lunga necessita di una donna romantica al suo fianco perchè troppo disincanto lo spaventa? Anche sui capricci ci sarebbe da dire…la donna è capricciosa, fà la bambina e l’uomo invece nell’immaginario comune è superiore. E’ solo questione di toccare i tasti giusti: la partita, il senso (assai vago) di libertà da tutto e tutti, l’orgoglio, la rivalità, la carne cotta troppo o troppo poco, o la vecchia maglietta del liceo…uh, basta poco anche a loro.
Di questo passo ci si può stare sopra per ore.
E a dire il vero lo si fà anche…solo che poi mica tutti lo scrivono su un blog come fà certa gentaglia che ha tempo da perdere…
Non c’è ruolo che non si capovolga prima o poi, almeno una volta. Con rarissime eccezioni: Walker Texas Ranger ad esempio non fallirà mai.
Mai.
Lui come Jessica Fletcher: sarà sempre lei ad andare a trovare un amico e causare (più o meno direttamente) la morte violenta di lui o di un suo caro. Non succederà mai il contrario. Con buona pace degli amici della Fletcher che, si sa, si toccano ogni volta che la vedono passare allegra in bicicletta. E non perchè siano contenti di vederla.

Ma chi non abita in un telefilm scadente anni ’90 dovrà arrendersi alla rotazione inesorabile dei ruoli e augurarsi solo che il prossimo ruolo ci calzi a pennello.

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