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Archive for novembre 2011

Giacchè dopo una giornata intensissima e un venerdì sera passato a scribacchiare non sono ancora paga degli sforzi fatti, sosto un momento qui per sfinire i miei polpastrelli che ormai sono a forma di tasto.
Val la pena di dire, così un domani rileggendo potrei ricordarmene, che è un momento assai produttivo, positivamente parlando. O positivo, produttivamente parlando.
Produco positivamente, oltre che ai frutti dei miei lavori, tanti bei ricordi, produco consigli più o meno saggi, produco incontri felici, produco riflessioni e (udite udite) belle idee. Anche qualche esperimento culinario be riuscito, ma c'è chi mi batte ancora alla grande.

Mi rendo conto che mi servono all'incirca 24 mesi per fare mio un meccanismo nuovo, che sia un lavoro da svolgere o una dinamica di coppia, un affetto o una nuova tecnologia. Può essere una gestazione lunga…(un elefante figlierebbe 2 volte)…ma quando mi decido ad arrivare devo ammettere che le soddisfazioni ci sono. Anche se sono più che pachidermica.

Ma torniamo pure al momento di puro autocompiacimento: ce vò.
Devo dire anche che il 2011 è stato un bell'anno.. Pieno di quello di cui avevo bisogno: concretezza, semplicità, affetto, soddisfazione, crescita e tanta tanta strabordante joie de vivre. Certo, le mie sicurezze non sono mai tornate salde come un tempo…ma anche questa mi sembra una conquista, soprattutto per il fatto che la cosa in sè mi turba assai meno di prima.
Ho visto una sorella vestita di bianco e un'altra diventare grande; i miei genitori hanno iniziato a darmi retta come la si dà a un figlio quasi del tutto adulto; ho impresso il ricordo di un sacco di bei posti visitati con gli amici più cari: angolini di Parma nascosti, montagne, città, laghi e mari e fiordi e oceani…e ovunque, alla fine, me la sono cavata. Ho visto persone imparare a rispettarmi, a considerarmi, a riprendermi per il mio bene, e ho lasciato cadere polemiche sterili perchè non è più così urgente che riconoscano che ho ragione (quando mi capita di averla). Ho vissuto il rammarico di non aver fatto in tempo a dire un addio e, di contro, anche la difficoltà di dover continuare a ripetere in silenzio alcuni addio, ancora e ancora… prima di potersi davvero congedare. Ho trovato una persona che si avvicina al centro del mio cuore senza fretta di farsi largo, senza pretese di salvare la situazione…ma solo con la voglia di ridere tra i baffi e nelle mani.
Ho avuto i miei fallimenti, è chiaro, ma in questo preciso momento la mia vita mi piace. Non posso dirmi realizzata o compiuta o sistemata. Ma ho tutto quello che serve per potermi dire felice… così. E non vedo perchè trattenersi dal dirlo qui.

Un discorso che stride (se davvero dobbiamo porci il problema) con alcune situazioni di persone a me vicine che non hanno certo voglia di sbandierare benessere adesso.
Eppure credo faccia bene lo stesso ogni tanto fermarsi e dirsi <veh che però io sto bene. Non per una ragione in particolare, non per un elemento imprescindibile che mi ha risolto l'esistenza, ma per il semplice insieme combinato delle cose che mi trovo ad avere. Veh che se ti impegni e non perdi la speranza, a volte gli elementi si incastrano in armonia. daje.>.

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